FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e
Detentori di Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers, Traders and Holders
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Per la tutela dei Diritti e per una reciproca migliore
Convivenza
Cacciatori e "alleati" in marcia su Roma «Leggi da cambiare»...
06-03-2010
LA MANIFESTAZIONE. Martedì il corteo del "Coordinamento per la tutela della cultura rurale". Berlato: «Facciamo lobby con agricoltori e chi si occupa di animali. Nuove regole per le doppiette, basta con l'animalismo integralista» (IlGiornaleDiVicenza) Vicenza. Ci sono i cacciatori: Confavi, che ha lanciato la proposta, ma anche Libera Caccia che ha raccolto l'invito. Poi si sono schierate alcune associazioni agricole: Confagricoltura e Cia (ma non la Coldiretti). Ci sono pure Federfauna, l'Aisad Confesercenti e alcune associazioni che si definiscono «ambientaliste non ideologizzate», tra le quali Wilderness. Si sono date tutte un "cappello comune", che va sotto il nome di "Coordinamento nazionale per la difesa e la promozione della cultura rurale". E si sono dare un appuntamento: martedì 9 marzo, piazza della Repubblica, a Roma. Partirà da lì il corteo che si propone, appunto, di «lanciare un messaggio per la difesa della "cultura rurale"».
Detto così può suonare un po' vago. «Vogliamo fare lobby - afferma Sergio Berlato, europarlamentare Pdl votato alla causa dei cacciatori - per sostenere, nei confronti delle istituzioni e del legislatore, le istanze della cultura rurale che sono spesso piegate a quelle della cultura urbana e alle pretese dell'animalismo integralista».
Confavi, con la sua presidente Maria Cristina Caretta, non nasconde di andare a Roma per rilanciare «l'appello alla modifica della legge nazionale sulla caccia». Anche se l'obiettivo, stavolta, è di allargare la massa critica per far risuonare più forte il messaggio.
«Ci poniamo come lobby trasversale ai partiti per dialogare con tutte le forze politiche di tutti i livelli», riprende Berlato.
Alla presentazione dell'iniziativa romana, ieri al Caffè garibaldi, erano presenti anche altri rappresentanti di associazioni aderenti al Coordinamento. Ad unirli un "manifesto" che si riconosce «il valore sociale della cultura rurale e di tutte le attività umane tradizionali che in essa si riconoscono». I "nemici" sono ben individuati: «Rappresentiamo - afferma il coordinamento - anche la parte propositiva del mondo ambientalista, che si pone in antitesi con la deriva integralista delle organizzazioni animaliste». I nostri settori sono contribuenti dell'Erario, mentre i nostri detrattori vivono solo sulle spalle della collettività».
Tra i sostenitori del Coordinamento ieri presenti all'illustrazione dell'iniziativa, Massimiliano Filippi, responsabile di Federfauna e Virgilio Camillini, di Aisad Confesercenti, a rappresentare i negozi di animali, «oggi penalizzati da leggi molto restrittive che finiscono - dice - con l'incentivare il sommerso e quindi la non tracciabilità degli animali e attività scorrette».
Ma è la caccia il motore di tutto il movimento, non solo perché l'input iniziale è targato Confavi, ma perché lo stesso Berlato riporta lì i riflettori. «La caccia muove ogni anno in Italia un indotto economico di 2 miliardi e 400 milioni di euro. Oggi in Italia ci sono circa 800 mila cacciatori, un milione in meno rispetto a 20 anni fa. È gente che non ha rinnovato la licenza e che ora va a caccia all'estero portando i soldi lontano da qui. Per colpa delle nostre leggi».
Marco Scorzato
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