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Guardie zoofile: vigilanza solo su animali d'affezione ... e in casa non entrano
27 Novembre 2017
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Armietiro ha reso nota oggi una recente sentenza con cui il Consiglio di Stato ha sancito, ancora una volta, che le guardie zoofile delle associazioni animaliste non possono vigilare sulla caccia. E non possono vigilare nemmeno sugli allevamenti, avendo competenza esclusivamente sui cosiddetti animali d’affezione, come più volte ha sottolineato FederFauna.
Già nel 2016 ci fu una sentenza simile: il Consiglio di Stato sancì che “La proposizione in termini di accertamento del diritto della pretesa sostanziale - a far svolgere alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute attività di vigilanza sul rispetto delle norme relative alla protezione di tutti gli animali, non solo quelli di affezione - è inammissibile, in quanto lo svolgimento dell’attività di guardia giurata è assoggettato al potere autorizzatorio dell’Amministrazione. (…) La norma, infatti, conferma quanto si è fino a ora argomentato circa la possibilità che le guardie zoofile collaborino con le amministrazioni, ma non le ammette affatto a svolgere attività generalizzata di tutela a favore di specie diverse da quelle inquadrabili come animali d’affezione.”
Quindi è stato solo ribadito quanto sostiene da sempre FederFauna: le guardie zoofile volontarie (guardie giurate) non sono agenti di pubblica sicurezza. Non possono dunque eseguire operazioni di vigilanza autonoma, a meno che si trovino di fronte a reati che riguardano animali d’affezione.
E anche in caso di cani e gatti, come ha già precisato il legale di FederFauna Veneto, Avv. Marco Tiffi, la richiesta delle guardie ecozoofile di entrare in una proprieta' privata per poter visionare un animale, quand'anche su segnalazione da parte di terzi su presunti maltrattamenti, puo' essere tranquillamente declinata dal proprietario.


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