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Tra gli animalisti cercare verita' e' tradimento. Interviene FederFauna.
06 Febbraio 2018
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Marco A. e' un animalista. Uno di quegli animalisti che, se ti facevi un giro sul loro profilo Facebook, davano recensioni a una stella al Carrefour, alla Provincia di Trento e agli zoo... e che magari non disdegnavano parlare di Karma.

E allora perche' se ne dovrebbe occupare FederFauna, dato che parrebbe uno di quelli che combattono contro tutto cio' in cui noi crediamo?

Perche' Marco A., su alcuni temi e su uno in particolare, ha deciso di non fidarsi ciecamente dei video postati da altri animalisti che girano sui social media, ma di andare a verificare di persona che cosa stesse accadendo: ha messo piede in un circo, ha visto che gli animali stavano bene, che erano accuditi con competenza e dedizione ed erano trattati con affetto. Non ha visto torture ne' bestie denutrite, picchiate, terrorizzate. Ha constatato che i video su YouTube, postati proprio da altri animalisti come lui, appartenevano ad epoche o a luoghi lontani dalla realta' italiana attuale e quindi, dimostrando un'onesta' intellettuale che non tutti possono vantare, ha deciso di rivedere completamente il proprio punto di vista – ma soprattutto di dirlo ad alta voce.

Nel video pubblicato dal TG LEONE in data 4/2/2018 Marco e l'addestratore Giacomo Ferrari hanno detto una cosa logica, persino ovvia: "spegnete il telefono e andate a verificare di persona, perche' cio' che passa sui social puo' essere manipolato".

Cio' ha scatenato contro Marco un putiferio fatto di minacce e insulti di ogni genere, al punto da far temere l'interessato per la sicurezza sia personale che dell'associazione animalista di cui fa parte.

Un'esperienza che certo ha insegnato a Marco – e a chi gli e' rimasto vicino – come si sta dall'altro lato, portandolo a riflettere su alcuni commenti fatti in passato, e che deve spingere tutti noi a domandarci se sia ammissibile tale uso dei social network.

Qui non facciamo riferimento a una delle tante pagine che ironizzano su un pensiero dopo averne reso irriconoscibile l'autore, o che battibeccano con chi gestisce una pagina di segno opposto in un botta e risposta senza tregua.

Cio' a cui abbiamo assistito, e che e' riscontrabile nei commenti al video e nelle condivisioni, sono veri e propri attacchi alla persona, al singolo, all'individuo Marco A., a colui che ha osato ribellarsi ed esprimere un parere diverso da quello imposto dall'ideologia animalista e comunemente accettato dai suoi adepti.

La "scelta etica" e l'amore per gli animali diventano, per alcuni, uno specchietto per le allodole dietro il quale mascherare un culto quasi settario.

Chi porta avanti qualcosa con gli animali, considerato "non accettabile" dalla setta, deve essere emarginato, escluso, insultato, deriso, minacciato e infine gli si deve augurare la morte tra le piu' atroci sofferenze quand'anche non si arrivi a vere e proprie intimidazioni. Se cio' e' vero per chi non ha mai fatto parte del gruppo, e rifiuti di farne parte, nel caso dei "fuoriusciti" o dei liberi pensatori si acutizza e degenera fino forse alle estreme conseguenze.

La "scheggia impazzita" viene mortificata e fatta vivere in un clima di paura, disagio, vergogna per aver espresso un parere o per aver deciso di compiere un gesto piuttosto che un altro.

FederFauna sosterra' Marco e tutti quelli come Marco, attaccati per le loro idee e forzatamente spinti a tacere per non subire ripercussioni.

Lo fara' perche' e' indegno di un paese civile che un cittadino non possa esprimere un'opinione, laddove quell'opinione non violi alcuna delle leggi dello stato.

Perche' fa cosi' paura un animalista che dice: "Ho trovato delle discrepanze tra la nostra propaganda e la realtà"?

Su quali basi poggia un'ideologia dove si deve credere ciecamente a cio' che viene mostrato senza porsi domande?

La chiusura al dialogo, al punto di attaccare con veemenza chi fino al giorno prima combatteva al nostro fianco, non rappresenta forse l'inconsistenza di idee che, ad un'analisi piu' approfondita, si sciolgono come neve al sole?

A tutti voi, rivolgiamo un caloroso invito a riflettere.

Autore: E.B.

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