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Il sequestro dell' ''uccello''...
05 Luglio 2010
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Il servizio diffuso il primo luglio dal Tg5 su una "brillante operazione" condotta da Forestale e Wwf, iniziava con la frase: "eccoli alcuni dei 45 rapaci sequestrati...", e proprio di "alcuni" si trattava visto che diverse immagini ritraevano animali in natura. Anche il giorno dopo, i filmati forniti dal Wwf correlati alla notizia sul sito de l'Unita', mostravano riprese di uccelli in natura degne quindi di un bel documentario ma lontane da un sequestro di animali e lo stesso sito del Corpo Forestale riportava una "galleria fotografica" composta da ben quattro foto di cui due di esemplari in natura. Asca, Iris, Ansa riportavano la notizia dell'operazione, qualcuno parlava di perquisizioni in tutta Italia, a Milano, Cuneo, Pordenone, Lecco, Pavia, Reggio Emilia, Bologna, Napoli, Catania, Ragusa e Caltanissetta, ma nessuno che dicesse dove e a chi fossero stati sequestrati gli animali. Solo Il Resto del Carlino titolava: "Bloccato traffico illegale di animali Coinvolti anche allevatori reggiani". Alcuni responsabili di FederFauna hanno quindi contattato telefonicamente diversi allevatori associati per saperne di piu' ma nessuno di loro aveva subito un sequestro. Nel Reggiano qualcuno confermava che ci fossero stati dei controlli ma anche li' nessun sequestro. Le telefonate sono continuate poi contattando rappresentanti dell'Aisad (Associazione Italiana Imprese Animali Domestici), della Foi (Federazione Ornicoltori Italiani), della Sor (Societa' Ornitologica Reggiana) e addirittura della Sivae (Societa' Italiana Veterinari Animali Esotici) per sapere se qualcuno conoscesse almeno una delle 17 persone che dagli articoli apparsi risulterebbero indagate per ricettazione e commercio illegale di specie protette, pero' niente: nessuno ne sapeva nulla. Un sospiro di sollievo quindi da parte delle organizzazioni che tutelano allevatori e commercianti, nel constatare che nessun operatore associato sarebbe coinvolto in tali fatti, ma anche qualche dubbio. Il comunicato del CFS riporta che: "Circa 50 agenti specializzati della CITES coadiuvati da personale tecnico del WWF Italia hanno operato simultaneamente effettuando decine di perquisizioni domiciliari contemporaneamente in tutta Italia, presso allevatori e falconieri a Milano, Cuneo, Pordenone, Lecco, Pavia, Reggio Emilia, Bologna, Napoli, Catania, Ragusa e Caltanissetta." Come avranno fatto "50 agenti" a fare perquisizioni "contemporaneamente" a persone dislocate in ben 11 Province? Il comunicato riporta anche che i collaboratori "del Network TRAFFIC del WWF Italia (...) da mesi seguivano i movimenti di alcune persone che erano state sorprese mentre si arrampicavano per raggiungere un sito di nidificazione dell'aquila del Bonelli, presso una vecchia miniera di zolfo, con l'intento di razziare piccoli e uova." Quindi ci si chiede se lo avranno dichiarato queste persone "sorprese mentre si arrampicavano", che avevano "l'intento di razziare piccoli e uova"? E comunque come mai per 45 esemplari sequestrati, solo 4 foto di cui 2 in natura? Dove e a chi "l'intelligence" di CFS e Wwf abbia sequestrato gli animali, dal sito non e' dato sapere. Beh! Tutto puo' essere: anche incontrare per ben due volte un crotalo nella sterminata pineta di Ostia, la prima volta per fotografarlo e poi per catturarlo... Nel caso di questo ultimo sequestro forse non avranno voluto scoprire risvolti di un'indagine che magari e' ancora in corso. Quello che pero' potrebbe mettere maggiormente in allarme gli operatori e' che il comunicato parli di "certificati CITES riciclati" o di "certificazioni false, contraffatte o basate su false dichiarazioni". Ricordiamoci che per sequestrare cani di proprieta' di operatori molte volte e' stato sufficiente dichiarare falsi i passaporti adducendo che false fossero le dichiarazioni di un veterinario il quale a distanza di centinaia di chilometri non poteva controbattere!... Un'ultima nota di colore: Asca ha riportato, tra le dichiarazioni del Wwf, che l'operazione ha avuto successo "Anche grazie all'aiuto di associazioni di tutela locali, come la Mediterranean Association for Nature (MAN)". Sembra che con Decreto del 30 aprile 2010, il Dirigente del Dipartimento Regionale degli interventi strutturali per l'agricoltura abbia revocato il riconoscimento di tale associazione perche' "priva dei requisiti essenziali previsti dal citato art. 34, comma 3, della legge regionale n. 33/97 e successive modifiche e integrazioni", ma che l'Assessore Bufardeci abbia deciso di sospendere il procedimento di revoca del riconoscimento regionale per la "la meritorieta' dell'associazione". E a proposito di "meritorieta'", a chi volesse visionare immagini chiare che documentano un sequestro di volatili condotto da CFS e Wwf, FederFauna propone i seguenti link:

Video 1

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