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Carrara: sequestri business per animalisti? Martini: ass. animaliste affidabili
22 Ottobre 2010
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Valerio CarraraNel mese di ottobre 2009, un'associazione animalista avrebbe denunciato per maltrattamento di animali un circo che di animali non ne possedeva. Ma questo non sarebbe un caso isolato: sarebbe infatti esorbitante il numero di segnalazioni di "maltrattamento di animali" nei confronti di operatori del settore a fronte di "pochissime sentenze definitive di condanna". Ci sarebbe inoltre il fatto che "molto spesso i capi di bestiame sequestrati a seguito di accuse di maltrattamento o affini dopo l'archiviazione del procedimento non sono stati restituiti agli operatori ne' in pari numero, ne' nelle medesime condizioni" e per di piu' che "di frequente, le strutture che ospitano gli animali oggetto di sequestro, a conclusione dei procedimenti, avrebbero richiesto agli operatori ingenti somme di denaro relative al mantenimento degli animali nel periodo di custodia". Tanto ha spinto il Sen. Valerio Carrara (Pdl) a presentare una interrogazione specifica ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della giustizia e dell'interno, il 10 dicembre 2009. Chiedeva in particolare il Senatore, se ritenessero "... di dover intervenire ... al fine di ... autorizzare detto sequestro solo nei casi in cui siano state effettivamente accertate situazioni di maltrattamento"; se vi fosse intenzione di "... uniformare, su tutto il territorio nazionale, i costi e/o le tariffe giornaliere necessarie per il mantenimento degli animali sequestrati e detenuti in custodia" e soprattutto se vi fosse quella di "adoperarsi affinche' alle associazioni destinatarie dei benefici di cui al comma 1 dell'articolo 8 della legge 20 luglio 2004, n. 189, sia consentita la possibilita' di optare tra la facolta' di segnalare reati di maltrattamento di animali o di fornire assistenza in qualita' di Polizia giudiziaria al fine di evitare il verificarsi di situazioni di "conflitto di interesse"". 10 mesi dopo, il 12 ottobre 2010, gli ha risposto, "a seguito di delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri", il sottosegretario Francesca Martini. La Martini scrive "che la Polizia giudiziaria opera i sequestri di animali ... solo ove venga "accertato" il reato di maltrattamento, con l'ausilio di medici veterinari ed altri specialisti del settore". Evidentemente alla bionda leghista poco importa che un reato sia "accertato" solo dopo un processo e una sentenza, o forse e' ancora offesa con i Magistrati perche' non hanno risposto all'appello della sua amica Stefania Piazzo, che dalle pagine de La Padania chiedeva loro di "dire con chi stanno". Tra gli accertatori la Martini cita anche "altri specialisti del settore" ma non spiega in base a quali competenze semplici referenti di associazioni animaliste possano essere nominati sul campo "esperto di canili" e come poi vengano affidati loro gli animali. Per lei l'affidabilita' delle associazioni e' assicurata dal fatto di essere individuate con Decreto del suo Ministero in concerto con quello dell'Interno (che musica!...) e le segnalazioni sono utili. Spiega che e' la Polizia giudiziaria operante che "puo' individuare altre associazioni o specialisti per supporto ed assistenza, anche al fine di evitare qualsiasi conflitto di interesse": come a dire che se la Polizia giudiziaria operante non lo fa, la colpa e' solo sua. Per la Martini, che "una percentuale non irrilevante (di animali) purtroppo decede poco dopo il sequestro", e' imputabile solo al fatto che "gli animali maltrattati spesso versano in condizioni di salute estremamente precarie" e quindi, oltre ad escludere a priori il fatto che talvolta siano stati sequestrati anche animali sani, per lei non conta nulla che se questi fossero rimasti nel luogo dove "vivevano" forse avrebbero continuato a farlo. Per quanto riguarda, invece, le entrate derivanti dalle sanzioni, che confluiscono in un apposito fondo presso il suo Ministero per la successiva ripartizione fra le associazioni, la Martini assicura Carrara dicendogli che cio' avviene "in rapporto proporzionale alle spese sostenute da ciascuno di essi per le attivita' svolte nell'anno considerato, tenuto conto delle specie e del numero degli animali affidati." Non dice pero' chi elabori i conti di queste spese e soprattutto chi li verifichi. Questo il riassunto delle risposte di Francesca Martini a quanti, come il Senatore Carrara, pensano che "sussiste un manifesto interesse da parte delle associazioni alle quali vengono affidati gli animali oggetto di sequestro affinche' la pratica di tali sequestri sia quanto piu' possibile estesa nel tempo". Guai chiedere all'oste se e' buono il vino, ma neanche al titolare dell'osteria se ti fa rispondere sempre dall'oste!...

Didascalia foto Valerio Carrara

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