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Cuccioli di razza. Sequestri alternativa ad acquisto?
01 Febbraio 2011
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Non c'e' dubbio che fosse un carico irregolare quello dei 37 cuccioli che viaggiavano nel bagagliaio, nel poggiapiedi e nel sedile posteriore di una Skoda Felicia con targa slovacca, fermata il 19 gennaio dalla Polstrada di Battifolle (AR). E non c'e' dubbio nemmeno su quello, sequestrato dai carabinieri nel porto di Golfo Aranci, di 7 cuccioli nel cofano di un'auto sbarcata da un traghetto proveniente da Livorno. In entrambi i casi i cani, oltre a viaggiare su mezzi non idonei, risultavano del tutto privi di ogni documentazione: niente microchip, ne' passaporto sanitario, ne' vaccinazioni. Diverso e' il caso, piu' recentemente diffuso dai media, degli 85 cuccioli sequestrati all'altezza di un'area di servizio dell'A1, a Firenze Nord, da Polizia e Forestale. FederFauna ha raggiunto telefonicamente A.A., destinatario degli animali e organizzatore del trasporto, il quale ha raccontato che il sequestro e' avvenuto il giorno 17 e che nel parcheggio della Polstrada c'erano gia' ad attenderli giornalisti e televisioni, ma che le agenzie ne hanno dato notizia solo il 25, comunicando che 15 cagnolini erano stati affidati ad una associazione di Prato e 70 all' Enpa. Motivo? Semplice ritardo o indecisione? A.A. sostiene che i cani sequestrati siano stati in realta' 78, che il carico fosse perfettamente regolare e che lo testimonierebbe il fatto che nemmeno le fonti piu' faziose abbiano parlato di trasporto non autorizzato o di cuccioli mancanti di microchip, passaporto o documentazione sanitaria, ma genericamente di cuccioli di eta' inferiore ai due mesi o di cuccioli ammassati senza cibo ne' acqua. A.A., che si e' rivolto all'avvocato Massimiliano Bacillieri, gia' legale di FederFauna, spiega che la mancanza delle autorizzazioni e della documentazione non poteva essere contestata perche' c'era, cosi' come c'era l'acqua ed il mangime, che sarebbe stato somministrato agli animali proprio durante la sosta forzata nei pressi di Firenze. Per quanto riguarda l'eta', invece, non sarebbe la prima volta che cani di razza, pur con tutte le carte in regola, vengono strappati ai legittimi proprietari semplicemente contestando le certificazioni emesse da organismi ufficiali di altri Paesi, troppo lontani per potersi difendere. Cani dei quali i proprietari, spesso finiscono col non sapere piu' nulla. Ovviamente FederFauna, in questa occasione, non e' per ora in grado di sapere chi racconti la verita', ma la cronaca, quella libera, ha reso noti diversi casi simili a quello descritto da A.A. e non e' stato in un comunicato di FederFauna che e' apparso la prima volta il termine "superbusiness dei sequestri", riferito agli animali. E' invece un fatto riportato dai giornali, che gli attuali affidatari dei cuccioli, che come al solito "invitano le persone a non comprare esemplari di razza, per non alimentare il commercio illegale di animali", si stiano attrezzando proprio per "accogliere i cuccioli"!... E' un fatto, che subito dopo la notizia, sui siti animalisti comparissero gia' messaggi del tipo: "Ho una casa immensa a roma...voglio adottarne 2... come posso fare???? Ho uno zio a prato che potrebbe prenderli... Sarebbe un compleanno bellissimo...aiutateli a trovare qualcuno che li ami...". Che in un futuro non troppo lontano il motto degli animalisti diventi: "non comprate cani di razza, aspettate il prossimo sequestro!"?!...

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