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Ma quale petrolio? La lobby piu' potente e' quella animalista. E noi paghiamo! ...
13 Aprile 2016
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Copertina del libro ''Linganno animalista'' di Fabrizio Leonedi Massimiliano Filippi, Segretario Generale FederFauna - In questi giorni di lobby che in Italia tengono in pugno la politica si fa un gran parlare. Ma qual e' quella cosi' potente da ottenere leggi che le garantiscano un guadagno a spese dello Stato e dei contribuenti, magari addirittura contrastanti con la gerarchia del Diritto nazionale ed europeo (il che si traduce un'altra volta in guadagni per loro e spese per noi Cittadini)?

La lobby del petrolio? Quella del tabacco? Delle armi? La lobby farmaceutica? No! Quella animalista!

Noi di FederFauna ce ne eravamo accorti da un pezzo. L'altro giorno lo hanno rilevato anche Virginia Della Sala e Stefano Feltri in un bellissimo articolo pubblicato sul "Blog di Pierluigi Piccini" e su "Il FattoQuotidiano", intitolato appunto: "Cosi' le lobby tengono in pugno la politica".

Vi si legge chiaramente: "L'Italia rischia una procedura d'infrazione europea perche' due anni fa ha vietato di allevare i cani da laboratorio anche se e' ancora lecito usarli per la ricerca biomedica. Ma date tempo alla Lega antivivsezione (Lav) e anche questa incongruenza sara' risolta: alla Luiss il professor Pier Luigi Petrillo, massimo esperto di lobby in Italia, apre i suoi corsi sui rapporti tra interessi e politica parlando del gruppo piu' efficace, la Lav. (…) Tutti i lobbisti sostengono che il proprio interesse particolare coincida con quello generale: i piu' efficaci sono quelli della lega anti-vivisezione."

L'articolo denuncia anche la pochissima trasparenza che vige in Italia sull'attivita' di lobby: mancano quasi ovunque i registri per la trasparenza che possano rilevare le "attivita' sospette", "il lobbista efficace e' quello che ha conoscenze, non conoscenza, che puo' ottenere favori senza doversi sforzare di convincere", magari, oltre che da politici, da "direttori generali dei ministeri o anche da capi di gabinetto che sono inamovibili per anni".

Ma quello che noi di FederFauna siamo piu' felici sia emerso e' il punto uno: la lobby piu' efficace non e' quella del petrolio o quella farmaceutica, ma quella animalista!

Non e' poi detto che tali lobby non siano tra esse collegate, visto che quella animalista punta a sostituire pelle, pellicce, seta e lana con prodotti sintetici, quasi tutti derivati dal petrolio, o che in caso di abolizione in Italia della sperimentazione animale ad avere il maggior guadagno sarebbero proprio le industrie farmaceutiche (magari a discapito di qualche poveraccio "volontario" di qualche paese sottosviluppato).

Ma finalmente appare chiaro, non solo a noi di FederFauna, che quella animalista e' una vera e propria lobby, che come altre lobby dichiara di perseguire interessi generali, ma in realta' a discapito degli stessi persegue i propri. E che addirittura ci riesce, non si sa bene come, meglio delle altre!...

Il decreto legislativo in contrasto con la direttiva comunitaria sull'utilizzo di animali a fini scientifici, per il quale noi Cittadini probabilmente pagheremo pesanti sanzioni, oppure la modifica del Codice Civile sul possesso di animali in condominio, che sta generando un mare di contenziosi ed ingrassando gli avvocati, casi recenti citati nell'articolo di Della Sala e Feltri, sono solo la punta dell'iceberg.

Un'analisi accurata deve risalire almeno al 1991, anno di promulgazione della Legge 281 sul randagismo, fortemente voluta dalle associazioni animaliste che la spacciavano per "una battaglia di civilta'". Risultato: in 25 anni il problema randagismo invece di essere stato risolto si e' aggravato, la spesa per affrontarlo, a carico dei Cittadini, ha abbondantemente superato quella per una manovra finanziaria e, guarda caso, il 70% dei canili e' gestito proprio dalle associazioni animaliste (fonte AssoCanili).

E che dire della Legge 189 del 2004 sul maltrattamento degli animali? Le associazioni animaliste la vollero fortemente "per contrastare i combattimenti tra cani"…. Ma quanti ce ne saranno mai stati? Pochissimi! Invece quella legge e' stata (ed e', purtroppo) una specie di "asso pigliatutto" per le associazioni animaliste: e' l'unica, probabilmente in tutto il mondo, che consente ad un unico soggetto (l'associazione animalista appunto) di denunciare un reato, reale o immaginario che sia, collaborare al sequestro degli animali, diventare affidataria degli stessi, nonche' destinataria delle eventuali sanzioni, costituirsi parte civile, vigilare. A tutto cio' si aggiungono le donazioni che l'associazione animalista puo' chiedere fin dal primo giorno fino a quello del subaffido degli animali e a volte anche dopo…

Ovviamente, invece, le spese per le indagini, i sequestri, i processi, le paghiamo noi Cittadini.

E paghiamo noi Cittadini anche la costituzione presso i Tar delle tante Amministrazioni locali che, sempre su pressione delle associazioni animaliste, promulgano norme, oggi contro il circo, domani contro gli allevamenti, dopodomani contro la caccia, in contrasto con le norme nazionali.

L'elenco sarebbe ancora lungo, ma mi fermo qui con gli esempi per non diventare noioso.

Invece, nel ringraziare giornalisti come Virginia Della Sala e Stefano Feltri per un articolo che finalmente fa un po' di luce su un aspetto del mondo animalista meno noto e Giuseppe Cruciani per la sua battaglia, salame in mano, contro la parte piu' visibile ed ai piu' invisa di quel mondo, i "nazivegani",  mi soffermo a far notare che sono le due facce della stessa medaglia.

Le grosse associazioni animaliste, capaci di farsi approvare leggi a proprio tornaconto, ovviamente presso i tavoli istituzionali non inneggeranno mai al "danneggiamento di imprese e persone", alla "morte dei cacciatori" o alla "riapertura di campi di concentramento e forni crematori per carnivori", come hanno fatto i matti che manifestavano qualche giorno fa sotto la sede del Sole24Ore, e nemmeno loderanno mai in pubblico gli ecoterroristi che devastano stabulari, allevamenti, macelli, laboratori. Ma avete notato che abbiano mai fatto qualcosa per contrastarli?!?....

L'ideologia di base e' la stessa e la lobby non potrebbe mai contrastare le azioni violente degli attivisti senza contrastare l'ideologia sulla quale si basano, che e' la propria, la stessa ideologia che le fa portare a casa i soldi.

E cosi', oltre che in termini di vile denaro, anche in termini di sicurezza e liberta', noi Cittadini paghiamo!...








Autore: Massimiliano Filippi, Segretario Generale FederFauna

Didascalia foto Copertina del libro ''Linganno animalista'' di Fabrizio Leone

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