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Intervista a Marika Iavarone giovanissima vetturina
16 Settembre 2020
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Marika e LuigiNoi di FederFauna siamo rimasti molto colpiti dalla storia di Marika, che giovanissima lavora come vetturina, guida il carro trainato dal cavallo. Un mestiere antico e affascinante a cui molti giovani non pensano minimamente in quanto "ci si sporcano le mani". Quindi abbiamo voluto conoscerla meglio tramite questa intervista:   Parlaci un po' di te.
Sono Marika Iavarone, nata a Napoli nel '96 ma ormai mi definisco una lucchese "adottata" dato che da sempre ho vissuto nella bellissima citta' di Lucca. Ho sempre avuto la passione per gli animali specialmente per i cavalli. Così all'eta' di soli 20 anni ho aperto una partita iva, chiesto un mutuo in banca, e ho intrapreso l'attivita' di vetturina partendo completamente da 0. Di solito e' un mestiere che si tramanda in famiglia, mentre io non avevo mai avuto un cavallo prima di Luigi, il mio attuale "capo". 

Cosa ti ha avvicinata cosi' giovane ad una tradizione cosi' antica?
Proprio il fatto che si tratta di un mestiere antico, dove c'e' da sporcarsi le mani, che ti porta ad avere uno stile di vita di campagna, come una volta. E poi credo la gente rimanga affascinata dai giovani che si cimentano in mestieri antichi che richiedono grande passione e sacrificio, proprio perche' in contrasto con la maggior parte dei giovani che ambiscono ad essere i nuovi influencer

Quali difficolta' hai trovato nel tuo percorso?
La burocrazia italiana e quella delle banche, l'assenza dello stato nell'aiutare i giovani a fare impresa, ma se oggi sono dove sono, devo dire grazie solo a me stessa, e la cosa mi rende orgogliosa.

Da qualche tempo su internet montano diverse polemiche riguardo i carri trainati da cavalli, personalmente hai incontrato più persone a favore del tuo lavoro o contro?
Al contrario di quello che si può pensare, ho incontrato piu' persone a favore, perché ormai sono 3 anni che porto il solito cavallo in piazza, e la gente del posto si e' accorta che tengo il mio animale in modo maniacale e anche chi non s'intende di cavalli, intuisce il feeling che c'e' tra me e il mio cavallo. Ho anche incontrato chi e' contro questo mestiere, e mi spiace dire che non sono mai riuscita ad avere un confronto costruttivo con queste persone, in quanto partono dai pregiudizi dettati dai vari "per sentito dire". Spesso mentre siamo fermi in piazza e Luigi ne approfitta per dormire tranquillo senza la presenza delle noiose mosche, la gente passa e lo guarda impitosita pensando sia stanco, magari anche dicendo "povero cavallo" ad alta voce, e io mi innervosisco solo perche' non sanno i sacrifici che faccio per mantenere al meglio il cavallo, e anche per il fatto che questa gente non sa riconoscere un cavallo rilassato e in salute, da un cavallo sofferente, e pretendono pure di avere ragione !
Queste polemiche scaturiscono dal timore che il cavallo possa faticare troppo, puoi parlarci del suo benessere e come ti prendi cura di lui?
Partiamo dal fatto che i cavalli sono stati selezionati da 5.000 anni dall'uomo per aiutarlo nei lavori piu' faticosi come l'agricoltura, il trasporto, le guerre. Tant'e' che sono considerati "animali da lavoro". Sono quindi animali che a dispetto di quanto si pensi, "soffrono" se tenuti senza lavorare. Chiaro che ci vuole un equilibrio in tutto. Sui social ho pubblicato un video molto interessante, dove faccio vedere come il mio cavallo, libero da ogni costrizione, mi segue posizionandosi completamente da solo, davanti la carrozza per essere attaccato. Se fosse un animale sofferente e sfruttato, dovrei cosrtingerlo con la forza e con metodi coercitivi ad andare davanti "l'attrezzo della tortura", ovvero la carrozza, che in un altro video faccio vedere come riesco a spostarla anch'io da sola (sono 54kg rispetto ai 450/500Kg di luigi) addirittura porto il mio cavallo in citta' senza l'imboccatura, perche' e' talmente tranquillo e fiducioso nei miei confronti che non ho bisogno di controllarlo tramite un ferro in bocca. Poi il problema dell'asfalto l'ho risolto con delle suole di gomma da mettere sotto il ferro del cavallo, che consente all'animale sia di non scivolare, sia di attutire i colpi sull'asfalto duro e quindi preservare tendini e articolazioni. Potrei stare qui fino a domani a riportarvi vari esempi sul perche' il mio cavallo non soffra nel fare questo mestiere, infatti mi affido molto ai social come facebook e instagram, dove le foto e i video di luigi parlano per me. Dico solo che luigi oltre a lavorare, trova molto piacevole girare per la citta', perche' ormai è diventato la mascotte di Lucca, in quanto si e' fatto tanti amici, soprattutto i commerciantidel centro storico, che lo hanno viziato con carote e zuccherini, tant'e' che ogni volta che facciamo un tour, devo chiedere scusa ai miei clienti perche' Luigi ha le sue fermate dove mette la testa dentro i vari negozi per chiedere la carota, e se i commercianti non si sbrigano, Luigi si spazientisce anche battendo la zampa !!! Ovviamente tutti i clienti rimangono meravigliati da come Luigi venga coccolato dalle persone e anche da me. Vorrei anche rassicurare che Luigi a breve avra' un compagno che lo alleggerira' nel lavoro, anche se prevedo che quando portero' Mario (il nuovo cavallo) in citta', Luigi sara' geloso perche' non potra' fare il tuor delle carote! Per ultimo vorrei anche dire che i miei cavalli vivono in aperta campagna con un ettaro di terreno a dispozione, dove hanno il loro box, ma sono liberi di uscire a correre nei prati, perche' mi piace che quando non sono attaccati alla carrozza, abbiano il loro giusto spazio di liberta'. Un po' come noi essere umani, abbiamo bisogno di lavorare ma anche di avere i nostri spazi, cosi' anche i cavalli.    Conosciamo bene quel tipo di persone che pensano di avere la verità in tasca e con cui è impossibile dialogare.   Ringraziamo Marika per la disponibilità e per aver condiviso la sua storia.

Didascalia foto Marika e Luigi

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