Continuando la navigazione, significa che accetti l'uso dei cookie ed hai letto, compreso e accettato l'informativa sulla privacy. Ok, prosegui

Fermali! Clicca qui
Sostienici
IBAN: IT 20 Y 02008 12152 000102734829
Valid XHTML 1.0 Transitional   CSS Valido!
[Valid RSS]
  Microsoft Internet Explorer 7.0 Mozzilla Firefox Opera Safari Google Chrome
L'importanza dell'Unita'.
07 Settembre 2015
Stampa  

 

Di Massimiliano Filippi - Il 28 agosto "L'Espresso" ha pubblicato un bellissimo articolo di Emiliano Fittipaldi, intitolato "Dal Palio di Siena alle meduse: la guerra santa degli animalisti". L'articolo, che mette in luce il problema ed i pericoli (per tutti) di una forma di radicalizzazione, l'animalismo, che FederFauna denuncia da anni, proponeva anche un sondaggio intitolato "Animalista doc o specista", i cui risultati offrono importanti conferme e spunti di riflessione.

Li ho controllati il 5 settembre, ad una settimana esatta dalla pubblicazione del sondaggio, ovvero prima del possibile invio di "truppe cammellate" da parte delle varie fazioni, perché votino in maniera organizzata pro o contro qualcosa, rilevando che:

1)    alla stragrande maggioranza delle persone non frega nulla della "questione dei diritti degli animali", come la chiamano gli animalisti. Interessa solo agli animalisti e alle loro vittime dirette: allevatori, cacciatori, pellicciai, circensi, ricercatori;
2)    allevatori, cacciatori, pellicciai, circensi, ricercatori, insieme, rappresentano una maggioranza schiacciante rispetto agli animalisti;
3)    divisi, rischiano di soccombere.

Ma andiamo ad analizzare i risultai, per essere piu' chiari:

alle 10.45 del 5 settembre al sondaggio erano stati registrati solo 540 voti: molto pochi se consideriamo che un settimanale come L'Espresso conta piu' di un milione e mezzo di lettori tra carta e replica digitale (1,665, fonte L'Espresso – Audipress 2015). Cio' conferma che il problema dell'animalismo interessa solo a chi, volente o nolente, ne e' direttamente coinvolto, mentre il cittadino medio ancora non ne percepisce la pericolosita'.

Io ogni caso,

circa il doppio dei votanti (347 contro 193) ritiene che, rispetto agli animali,  "gli uomini appartengono a una specie superiore";

piu' del doppio dei votanti (394 contro 146) ritiene che, rispetto al rapporto uomo animali, "l'uomo ha il diritto di allevarli e utilizzarli per motivi alimentari e industriali";

piu' del doppio dei votanti (375 contro 165) ritiene che il Palio di Siena "e' una tradizione centenaria da salvaguardare";
 
piu' del doppio dei votanti (388 contro 152) ritiene che la sperimentazione animale "bisogna continuare a esercitarla per salvaguardare la vita dell'uomo";
 
circa il doppio dei votanti (347 contro 193) ritiene che, come sostenuto dal filosofo Fernando Savater, "l'animalismo radicale e' un estremismo anti-umanista";
 
piu' del doppio dei votanti (370 contro 170) ritiene che Peter Singer, uno dei padri dell'animalismo, "e' un fanatico, perche' mettere sullo stesso piano diritti degli uomini e quelli degli animali e' pericoloso";

confermando che gli animalisti sono molto meno di quelli che vorrebbero far credere, mentre allevatori, cacciatori, pellicciai, circensi, ricercatori, insieme, rappresentano una maggioranza schiacciante.

Casca l'asino (e' il caso di dirlo, visto che parliamo di animali) alla domanda: "cosa abolireste?", che offriva piu' possibilita' di risposta: "gli allevamenti intensivi, la caccia, le pellicce, i circhi, tutti e quattro, nessuno dei quattro". In questo caso, mentre gli animalisti sono rimasti compatti (198 voti) nel votare "tutti e quattro", gli altri (i nostri!) si sono dispersi: 120 hanno votato, come ho fatto io, "nessuno dei quattro", 70, invece, abolirebbero gli allevamenti, 22 la caccia, 74 le pellicce, 56 i circhi…

Certo, sommati, i voti dei "non animalisti" (cosi' definiti per distinguerli, non perche' non amanti degli animali: amare gli animali ed essere animalisti sono due cose completamente diverse e spesso in contrasto, checche' ne dica la loro propaganda) risultano sempre il doppio, ma divisi diventano minoranze!...

Riassumendo: per ogni domanda la somma dei voti e' sempre 540, percio' 540 persone hanno risposto a tutte le domande;  solo un terzo di loro (o meno di un terzo) sono animalisti, mentre due terzi (o piu' di due terzi) non lo sono, ma questi ultimi, se si dividono tra loro, contro un nemico agguerrito e compatto rischiano di soccombere.

Dobbiamo puntare sulla cultura e sull'informazione dentro e fuori dal nostro mondo, perche' credo che buona parte di coloro che abolirebbero gli allevamenti intensivi, non conoscano nemmeno il vero significato delle parole "allevamento intensivo" o la differenza con quello "estensivo", ma solo cio' che hanno visto o letto su media di massa spesso piu' impegnati a cercare lo scoop o inserzionisti paganti, piuttosto che a fare informazione; credo che tra coloro che abolirebbero le pellicce gran parte sia totalmente allo scuro di come avvenga la filiera e delle sue ricadute positive per l'ambiente oltre che per l'economia e l'occupazione; stessa cosa vale per la caccia ed anche per il circo: molti di quelli che vorrebbero abolirlo non hanno nemmeno mai messo piede sotto ad un tendone….

Dobbiamo puntare a rendere consapevole chi oggi non lo e' dei rischi dell'ideologia animalista: spiegargli che se chiudono gli allevamenti in Italia, il suo cibo verra' importato dall'estero ed oltre a costare di piu', sara' piu' difficile verificare come e' stato prodotto e la sua salubrita'; spiegargli che le ingentissime quantita' di rifiuti speciali, quali gli scarti di macellazione che vengono impiegati per produrre una pelliccia, altrimenti dovrebbero essere distrutti a caro prezzo, sia in termini ambientali che economici; spiegargli che beneficia anche lui dell'esistenza dei cacciatori, che pagano le tasse per cacciare e gli offrono (gratis) una preziosa e  volontaria opera di gestione e conservazione ambientale, senza la quale dovrebbe provvedere di tasca propria; stessa cosa per mantenere gli animali eventualmente dismessi dai circhi…

Dobbiamo altresi' lavorare per l'unita' del nostro mondo, quello che io riconosco come ben ancorato ai principi e ai valori della Cultura Rurale. Come dimostra l'analisi del sondaggio, anche tra di noi manca informazione: ci dobbiamo impegnare, soprattutto alla luce di una consapevolezza: Solo Uniti saremo Forti! Uniti si Vince!

Massimiliano Filippi
Segretario Generale e tra i Soci fondatori di FederFauna
Consigliere e tra i Soci fondatori dell’Associazione per la Difesa e la Promozione della Cultura Rurale









Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su FriendFeed
        Aggiungi ai preferiti


Permalink:

Linka questa pagina (HTML):


News

Flash Player non trovato: lo puoi scaricare qui.



Tutte le News...
Parlano di noi
Vedi anche:
Attenzione: il tuo browser potrebbe essere obsoleto.

Per utilizzare al meglio le funzionalità del sito utilizza uno dei seguenti browser


Attenzione: per sfruttare le funzionalità del sito devi avere javascript abilitato nel tuo browser